Fiera d’Ognissanti

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La “ Fera di Sant”, La Fiera di Ognissanti

Dalle prime fiere del 1600 a Concordia a quelle dei giorni nostri. La fiera d’Ognissanti che inizia il 1° Novembre a Concordia nasce intorno al 1600.
In quell’epoca si tenevano a Concordia ben tre fiere e tutte quante in autunno.
Data la posizione d’incontro di strade che rendeva Concordia vivace nei commerci e nodo fluviale per i traffici con il territorio dei Gonzaga e considerato che l’autunno rappresentava l’ultima stagione utile per gli scambi prima del fermo invernale venne istituita la Fiera D’ognissanti. Successivamente si aggiunsero la fiera di S.Pietro e Paolo il 29 Giugno, la fiera di S. Matteo del 21 Settembre (purtroppo non si hanno notizie in merito) e il mercato del Venerdì che risale al 1847.
La fiera veniva annunciata con un grande manifesto dal titolo “Antica e tradizionale fiera d’Ognissanti” e il programma di massima.
Nel 1946/47 vennero stampati i relativi cataloghi con la denominazione “Fiera Campionaria”, venivano così annunciate le relative mostre con prodotti locali, arredi e tante altre attività sia per adulti e bimbi, il tutto si svolgeva negli ambienti e parte del cortile delle ex scuole elementari in via Garibaldi.
Dal 1984 la fiera venne comunicata oltre ai grandi manifesti esposti nei vari paesi limitrofi, anche con la pubblicazione di libretti che costituivano un vero e proprio catalogo della fiera comprensivo di pubblicità, testimonianze, immagini e il relativo programma. Il frontespizio dei libretti era uguale a quello dei grandi manifesti, tutt’ora viene mantenuta questa modalità.
Anticamente la fiera di Ognissanti, concludeva le fiere del circondari. In tale occasione oltre al grande mercato come ora, venivano allestiti lungo le vie una moltitudine di banchi di varie mercanzie e zone attrezzate con panche e tavoli per rifocillarsi e sostare. Era presente il bestiame: cavalli, asini, muli, bovini da vendere e oltre a prodotti agricoli.
Così è stato fin alla fine dell’800 quando cessarono di funzionare anche i mulini natanti nella Secchia collocati nel fiume intorno al 1300.
Nel periodo tra il 1900 e il 1920 la fiera aveva luogo nel vasto prato dietro al municipio e fra le attuali via Mazzini e via Carducci fino a P.Roma dove c’era il macello. A quei tempi, ci si spostava con carrozze, birocci, biciclette e a piedi, così gli ambulanti che provenivano dai paesi lontani arrivavano il giorno precedente e dormivano nelle locande del paese, molti addirittura sopra o sotto i loro carri. I cavalli venivano ricoverati negli stalli collocati negli ingressi del paese che nel tempo diventeranno depositi di biciclette e poi garage per le auto. Per quanto riguarda il clima spesso erano presenti fitte nebbie e non sempre il tempo era bello, per questo c’erano diverse bancarelle fornite di ombrelli da vendere in caso di pioggia.
Successivamente, negli anni 30-50 del Novecento il grande prato dietro al municipio venne urbanizzato e la fiera si spostò in P.Roma con le giostre, bancarelle e attrazioni varie, mentre lungo la via Valnemorosa alberata veniva sistemato il bestiame in prevalenza bovini e cavalli, poi per le dimensioni acquisite si articolò per le vie di tutto il centro storico.
Tale assetto rimarrà per diversi anni e successivamente al posto del bestiame compariranno l’esposizione di macchine agricole, automobili ecc. e il parco giostre si sposterà nel piazzale tra via Martiri e via Pederzoli.
Da sempre i Concordiesi aspettano con trepidazione questo evento, un appuntamento festoso sentito sulle tavole delle famiglie che ospitano parenti condividendo un buon piatto di tortellini in brodo rigorosamente preparati a mano. L’importanza acquisita da questa fiera ha mantenuto un fascino tutto particolare anche nel secolo appena trascorso, esercitando una forte attrazione sulle comunità limitrofi.
Con i suoi 200 espositori, mostre d’arte e il mercato del prodotto tipico locale, la fiera d’Ognissanti si svolge in gran parte sulle strade del centro storico con un grande mercato di abbigliamento, scarpe, attrezzi per la campagna e una grande varietà di cibo, ma soprattutto tante caldarroste che riscaldano le fredde giornate d’autunno e che si condividono a cena con parenti e amici. Viene anche chiamata la fiera delle caldarroste, infatti come da tradizione i venditori di caldarroste (marroni e castagne) provenienti dall’ appennino venivano a Concordia a vendere i loro prodotti. La fiera oltre al grande mercato ha mantenuto per la gioia dei bambini, bancarelle di dolci (torrone, caramelle e altre specialità), giocattoli e un grande parco divertimenti con giostre e giochi vari.
Gli eventi sismici del 2012 che hanno colpito Concordia, non hanno fermato la volontà di organizzare la fiera d’0gnissanti che anche in quell’anno è stata sistemata in emergenza nei pressi della zona della cantina sociale senza il parco giostre. L’anno successivo il piazzale dove erano posizionate le giostre venne lottizzato e urbanizzato, consentendo la nascita di “Concordia nuova” un’area provvisoria allestita con i moduli abitativi per ospitare le famiglie con le case inagibili, i negozi e servizi comprendenti la scuola elementare, il municipio, la chiesa con le opere parrocchiali, la palestra e la scuola media. La fiera con gli ambulanti ritornò così nel centro storico come da tradizione però senza il parco giostre che ritornerà solamente nel 2014 nei pressi della nuova scuola media e vicino alla palestra ricostruita dopo il sisma. Con il tempo, man a mano che gli edifici ritorneranno agibili, anche il piazzale che ospitava le giostre in via Martiri e via Pederzoli potrà ritornare alla sua destinazione d’uso.

Fonte: Le notizie riportate sono state raccolte in larga parte dal libro di Monsignor Antonio Bellini dal titolo “Storie di Concordia dall’Unità d’Italia” ai giorni nostri edito dal comune nel 1968 e dai cataloghi pubblicati dal comune a partire dal 1984

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