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Oggi è la giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali e noi abbiamo deciso di partecipare a questa iniziativa condividendo due “sirudeli” in dialetto recitate dalla nostra brava razdora, la Zoraide.

Il primo testo “I Magnarin dal Cuncordia” è del cantastorie Vico Guandalini che la scrisse nel 1938, mentre il secondo è di Adolfo Ghidoni, nostro Socio e sostenitore fin da quando Proloco Concordia è nata e anche attraverso questa sua composizione ne vogliamo onorare la memoria!

Di seguito trovate i testi originali in dialetto, le traduzioni in italiano ed i video dove la Zoraide ce li racconta. 

Buona lettura e buona visione. A proposito, chiunque voglia mandarci dei testi in dialetto, ce li invii per email a prolococoncordia@gmail.com, li pubblicheremo in una pagina dedicata che andremo a creare. Grazie!

I Magnarin dla Cuncordia                                                           

Quand al Sol volta sota a i occ dal pont,                                             
   li putini li va par l’arsan d’Secia
   a guardar l’acqua ciara, che la specia
   i nivui ross fuglènt in dal tramont.
Mi però, stand davanti al to urizont,
   a pens a ti, Cuncordia, la me vecia
   e ai tòo Duca e Marchès, e a tend l’urecia, 
   per l’ora d’un disnar ch’a-n g’ha cunfront.
Grepuli caldi, di caplet ad zuca
   da la cucarda granda, e un bel tond pin
   ad sùgui praparà con la carpada…
Un disnar dègn di tòo Marches e Duca,
   chi era guerrier da bigui e brenti d’vin
   e i cavava li poti… con la spada.

Vico Guandalini, 1938

Traduzione

Quando il Sole volge lo sguardo sotto al ponte,
le bambine vanno sull’argine della Secchia
a guardare l’acqua chiara, che specchia
le nuvole rosso fuoco nel tramonto.
Io però, stando davanti al tuo orizzonte,
penso a te, Concordia, la mia vecchia
e ai tuoi Duca e Marchesi, e tendo l’orecchio,
per l’ora di un pranzo che non ha confronti.
Ciccioli caldi (1), cappelletti di zucca,
ottenuti dalla “cucarda granda” (2), e un bel piatto pieno
di sugoli preparati con la “carpada”… (3)
Un pranzo degno dei tuoi Marchesi e Duca,
che erano guerrieri da bigoli e boccali di vino
e raccoglievano i “poti”… (4) con la spada.

NOTE:

(1) Cicciole fatte con ritagli di grasso di maiale, bolliti e strinti in apposito torchio a mano per estrarne lo strutto e poi salate.
(2) “Da la cucarda granda”, parte inferiore della zucca che, si dice, indichi la bontà della zucca e che tutte non hanno.
(3) Sugoli preparati con uva senza vinacce e pochissima farina, bollita e ridotta in pappa.
(4) “Poti”, specie di radicchi campagnoli che in primavera le donne raccoglievano con un coltello o uno stecco e si mangiavano conditi con olio e aceto.

Mea culpa                                                           

Par tuta la vita ad serc ad fargar
al ciel, la tera e al mar
cardend d’aver nisun ad front
da duverag rendar cont
ma ad ric ad un punt anc sensa voia
an du an ghe ninsuna scapatoia.
Ad ven la tentasion ad guarder indrè
anche se ninsun at cor a dre.
Alora ad pens: cusa faghia, in du vaghia
e tat sent cme un cle saraa in gabia
e a nat resta, con un po’ ad pasiensa, 
ad far l’esam ad cosiensa!
Pinsand at ven in ment tanta roba
da farat gnir parsin la goba.
In dla vita tat se interesà ad tanti robi da gnent,
purtrop cma fa bona part ad la gent;
rispet ala lunghesa dla vita, tant tse dat da far,
ma poc temp è sta impgna, par NOSTAR SIGNOR ringrasiar.
Con tuti li beli robi cal ma dat,
lè sta propria un cumpurtament da mat.
Adesa am dag da far par cambiar cumpurtament,
par multiplicar i ringrasiament,
ma ang sarà nè manera nè vers
par recuperar al temp pers.
L’unica l’è par mi e chiatar, minga sol dla Cuncordia,
dmandar e utgnir la Nostar Sgnor tanta miseridcordia.

Adolfo Ghidoni, 2013 

Traduzione

Per tutta la vita cerchi di fregare
il cielo, la terra, il mare
credendo di non avere nessuno di fronte
a cui dover render conto
ma arrivi ad un punto anche senza voglia
dove non c’è nessuna scappatoia.
Ti viene la tentazione di guardare indietro
Anche se nessuno ti corre dietro.
Allora pensi: cosa faccio, dove vado,
ti senti come uno che è chiuso in gabbia
e non ti resta, con un po’ di pazienza,
di fare l’esame di coscienza!
Pensando ti viene in mente tanta roba
Da farti venire perfino la gobba.
Nella vita ti sei interessato a tante cosa da niente,
purtroppo come fa buona parte della gente;
rispetto alla lunghezza della vita, ti sei dato da fare,
ma poco tempo è stato impegnato, per ringraziare Nostro Signore.
Con tutte le belle cose che mi ha dato,
è stato proprio un comportamento da matti.
Adesso mi do da fare per cambiare comportamento,
per moltiplicare i ringraziamenti,
ma non ci sarà né maniera né verso
per recuperare il tempo perso.
L’unica è per me e gli altri, non solo di Concordia,
domandare e ottenere da Nostro Signore tanta misericordia.

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